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tassonomia

Cos’è la tassonomia UE e cosa cambierà per le aziende

Una guida agli investimenti rispettosi dell’ambiente e un obbligo per le imprese a documentare le attività in linea con la classificazione verde stilata dall’Unione: l’obiettivo di questo nuovo strumento è accelerare la transizione verso la sostenibilità e attuare il prima possibile il Green Deal europeo

La tassonomia dell’UE è un sistema di “classificazione verde” che traduce gli obiettivi per il clima e l’ambiente portati avanti dall’Unione Europea in ​​criteri per specifiche attività economiche a fini di investimento. Entrerà ufficialmente in vigore nel corso del 2022: attualmente copre 13 settori, tra i quali trasporti, edilizia, manifatturiero, energie rinnovabili, e riguarda circa il 40% delle aziende europee, responsabili dell’80% delle emissioni dirette di gas serra del continente.

Che cos’è la tassonomia UE

La tassonomia europea è un sistema di classificazione che stabilisce un elenco di attività economiche sostenibili dal punto di vista ambientale. L’UE l’ha introdotta allo scopo di incrementare gli investimenti sostenibili, velocizzare l’attuazione del Green Deal europeo e raggiungere gli obiettivi climatici ed energetici previsti per il 2030. La tassonomia fornisce alle imprese, agli investitori e ai dirigenti politici indicazioni precise rispetto a quali attività economiche possono essere considerate rispettose dell’ambiente. Questo sistema dovrebbe aiutare le aziende a limitare le emissioni e lo spreco di risorse, a spostare gli investimenti dove sono più necessari e a proteggere gli investitori privati dal greenwashing.

Gli obiettivi ambientali

Il regolamento sulla tassonomia stabilisce le condizioni generali che un’attività economica deve soddisfare per potersi qualificare come sostenibile dal punto di vista ambientale. Gli obiettivi ambientali da perseguire sono:

  • mitigazione del cambiamento climatico
  • adattamento ai cambiamenti climatici
  • uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine
  • transizione verso un’economia circolare
  • prevenzione e controllo dell’inquinamento
  • tutela e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.

La Commissione ha elaborato l’elenco delle attività sostenibili dal punto di vista ambientale definendo criteri di vaglio tecnico per ciascun obiettivo mediante atti delegati. Un primo atto è stato formalmente adottato il 4 giugno 2021. Un secondo atto sarà pubblicato nel corso del 2022. Questo percorso tramite atti delegati deriva dalla complessità del processo, che richiede diversi passaggi e discussioni.

I criteri di valutazione della sostenibilità

La tassonomia riconosce come verdi, o “sostenibili dal punto di vista ambientale”, le attività economiche che contribuiscono in modo sostanziale ad almeno uno degli obiettivi climatici e ambientali dell’UE, ma al tempo stesso non danneggiano in modo significativo uno qualsiasi degli stessi obiettivi, rispettando al contempo le garanzie sociali minime. L’espressione “contributo sostanziale” in riferimento agli obiettivi climatici sopra elencati indica ad esempio che le prestazioni aziendali devono contribuire a limitare l’aumento della temperatura a 1,5 gradi Celsius a livello globale o implementare soluzioni per ridurre eventi climatici estremi. Parliamo quindi di azioni concrete e misurabili con un impatto concreto sull’ambiente.

Cosa cambia per le aziende

La tassonomia non è un elenco obbligatorio delle attività economiche in cui è possibile investire. Né stabilisce requisiti obbligatori sulle prestazioni ambientali per le aziende. Gli investitori sono liberi di scegliere in cosa investire. Tuttavia, si prevede che nel tempo la tassonomia possa incoraggiare una transizione verso la sostenibilità. L’obbligo che questo strumento introduce è di tipo informativo: le aziende saranno tenute a riferire relativamente alla quota di attività allineate ai criteri della tassonomia stessa. Lo si può considerare quindi una guida per gli investimenti sostenibili a titolo volontario e un obbligo in termini di trasparenza e divulgazione.

La discussione sul nucleare

Nel 2020 la Commissione ha avviato un lavoro approfondito per valutare se includere o meno l’energia nucleare nella tassonomia dell’UE. Un tema alquanto dibattuto, sul quale l’Europa sta tuttora prendendo tempo. La decisione d’inizio anno di inserire il nucleare e il gas naturale all’interno di una lista di attività economiche considerate sostenibili dal punto di vista ambientale è stata fortemente criticata da governi (specialmente quello tedesco) e associazioni ambientaliste. Al punto che la Commissione ha comunicato un ulteriore rinvio: per il momento, dunque, restiamo in attesa dei prossimi sviluppi.