Dal 2024 esistono nuove regole internazionali per comunicare la sostenibilità aziendale. Si chiamano IFRS S1 e IFRS S2e sono stati creati dall’ISSB (International Sustainability Standards Board), un organismo internazionale che vuole standardizzare come le aziende raccontano il loro impatto ambientale e sociale.
Questi standard sono importanti perché per la prima volta esiste un linguaggio comune globale per la rendicontazione di sostenibilità. Oltre 600 grandi aziende nel mondo hanno già deciso di usarli volontariamente, e molti paesi stanno pensando di renderli obbligatori. In pratica, cambiano il modo in cui le imprese devono comunicare agli investitori e al pubblico i loro risultati ambientali e sociali.
Cosa sono gli standard IFRS per la sostenibilità
Gli IFRS S1 e IFRS S2 sono nuove regole internazionali che stabiliscono cosa e come le aziende devono comunicare sui temi della sostenibilità. Sono stati creati per rispondere a una necessità concreta: fino ad oggi ogni azienda raccontava la propria sostenibilità in modo diverso, rendendo impossibile fare confronti.
Le caratteristiche principali
- Focalizzati sugli investitori: pensati per chi deve decidere dove investire i propri soldi
- Validi in tutto il mondo: utilizzabili da qualsiasi azienda in qualsiasi paese
- Collegati ai bilanci: si integrano con i documenti finanziari tradizionali
- Flessibili: si adattano alle dimensioni e al settore dell’azienda
- Basati su regole minime: i paesi possono aggiungere requisiti più dettagliati
Come sono nati questi standard
La storia in breve
- 2021: L’ISSB viene creato durante la conferenza sul clima COP26
- 2022: Pubblicazione delle bozze per raccogliere commenti
- Giugno 2023: Approvazione finale degli standard
- 2024: Entrata in vigore (per ora su base volontaria)
- 2025-2026: Probabilmente diventeranno obbligatori in molti paesi
Perché servivano
Prima di questi standard esisteva una giungla di regole diverse. Ogni azienda seguiva protocolli diversi (GRI, SASB, TCFD) e questo creava confusione. Gli IFRS S1 e S2 mettono ordine unificando tutto in un sistema unico compatibile con le normative locali come la direttiva CSRD europea.
IFRS S1: le regole generali per comunicare la sostenibilità
L’IFRS S1 stabilisce le regole di base che tutte le aziende devono seguire quando comunicano la loro sostenibilità. È come il “manuale di istruzioni” generale.
Cosa deve comunicare un’azienda
L’obiettivo è semplice: spiegare quali rischi e opportunità legati alla sostenibilità possono influenzare i soldi dell’azienda (ricavi, costi, investimenti) nel breve, medio e lungo periodo.
I quattro pilastri obbligatori
1. Governance (chi comanda)
- Struttura di controllo: chi nell’azienda si occupa di sostenibilità
- Ruoli e responsabilità: chi fa cosa e chi decide
- Competenze: che preparazione hanno le persone che prendono le decisioni
- Integrazione: come la sostenibilità si collega alla gestione generale dell’azienda
2. Strategia (dove vuole andare)
- Modello di business: come la sostenibilità influenza il modo di lavorare dell’azienda
- Strategia: che piano ha l’azienda per gestire rischi e opportunità
- Obiettivi: che risultati vuole raggiungere e quando
- Capacità di adattamento: come l’azienda si prepara ai cambiamenti futuri
3. Gestione dei rischi (come si protegge)
- Identificazione: come l’azienda trova i rischi di sostenibilità
- Valutazione: come decide quali sono più importanti e probabili
- Monitoraggio: come tiene sotto controllo l’evoluzione dei rischi
- Integrazione: come collega questi rischi alla gestione generale dell’azienda
4. Obiettivi e risultati (i numeri)
- Indicatori del settore: le metriche specifiche del tipo di business
- Indicatori generali: misure valide per tutti i tipi di azienda
- Traguardi: obiettivi numerici con scadenze precise
- Performance: risultati raggiunti e andamento nel tempo
IFRS S2: focus sul clima
L’IFRS S2 è dedicato esclusivamente ai cambiamenti climatici. Mentre l’S1 copre tutti i temi di sostenibilità (ambiente, sociale, governance), l’S2 approfondisce solo il clima perché è considerato il rischio più urgente per l’economia globale.
I rischi climatici da considerare
Rischi fisici
- Eventi estremi: uragani, alluvioni, incendi che possono danneggiare fabbriche e uffici
- Cambiamenti graduali: innalzamento del mare, desertificazione che cambiano le condizioni di lavoro
- Impatti sulla catena: problemi ai fornitori o ai trasporti causati dal clima
- Strategie di adattamento: come l’azienda si prepara a questi cambiamenti
Rischi di transizione
- Nuove leggi: carbon tax, limiti alle emissioni, regole ambientali più severe
- Tecnologie: rischio che i prodotti dell’azienda diventino obsoleti per via di innovazioni green
- Mercato: cambiamenti nella domanda dei consumatori verso prodotti più sostenibili
- Reputazione: rischio di perdere clienti se l’azienda è vista come poco sostenibile
Cosa devono comunicare le aziende
Dati obbligatori sul clima
- Emissioni di CO2: tutte le emissioni dell’azienda (dirette e indirette)
- Obiettivi climatici: traguardi di riduzione delle emissioni con scadenze
- Energia: quanta ne consuma e che tipo (rinnovabile o fossile)
- Acqua: quanta ne usa, soprattutto in zone dove scarseggia
- Rifiuti: quanti ne produce e come li gestisce
- Uso del suolo: se contribuisce al disboscamento o lo combatte
Analisi degli scenari
- Scenari climatici: l’azienda deve immaginare diversi futuri possibili (temperature più alte, leggi più severe, ecc.)
- Impatti finanziari: calcolare quanto potrebbero costare questi scenari
- Orizzonti temporali: guardare a breve termine (1-2 anni), medio (5-10 anni) e lungo termine (oltre 10 anni)
- Test di resistenza: verificare se l’azienda reggerebbe in scenari difficili
Piano di transizione
- Strategia di decarbonizzazione: come l’azienda vuole ridurre le sue emissioni
- Piani di investimento: quanto spenderà per diventare più sostenibile
- Posizione politica: che ruolo ha nei dibattiti sulle politiche climatiche
- Transizione giusta: come evita di danneggiare lavoratori e comunità locali nel processo di cambiamento
Perché sono importanti: i vantaggi concreti
L’introduzione di questi standard porta benefici reali a diversi soggetti, trasformando la sostenibilità da slogan di marketing a informazione utile per prendere decisioni.
Vantaggi per gli investitori
Informazioni più chiare
- Confronti possibili: finalmente si possono paragonare aziende diverse sugli stessi criteri
- Informazioni complete: copertura di tutti gli aspetti importanti della sostenibilità
- Dati affidabili: informazioni verificabili e basate su metodi condivisi
- Sguardo al futuro: focus su quello che succederà, non solo su quello che è già successo
Decisioni più informate
- Valutazione dei rischi: meglio capire i rischi di sostenibilità negli investimenti
- Valutazioni aziendali: integrare i fattori ambientali e sociali nel calcolo del valore
- Dialogo con le aziende: conversazioni più strutturate sui temi di sostenibilità
- Scelta degli investimenti: indirizzare i capitali verso investimenti sostenibili
Vantaggi per le aziende
Efficienza operativa
- Semplificazione: non serve più preparare tanti report diversi
- Riduzione dei costi: eliminare duplicazioni e lavoro inutile
- Miglioramento dei processi: sistemi più efficienti per raccogliere e gestire i dati
- Integrazione tecnologica: opportunità per digitalizzare e automatizzare
Accesso ai capitali
- Costo del denaro più basso: possibile riduzione dei tassi di interesse attraverso maggiore trasparenza
- Accesso ai mercati green: più facile entrare nel mondo della finanza sostenibile
- Migliori valutazioni: impatto positivo sui rating di sostenibilità
- Fiducia degli stakeholder: maggiore credibilità presso investitori, clienti e comunità
Benefici per il sistema
Stabilità finanziaria
- Rischi sistemici: migliore identificazione di rischi che potrebbero colpire tutto il sistema economico
- Stabilità del sistema: contributo alla stabilità dell’economia globale
- Prezzi più accurati: i mercati possono valutare meglio i rischi di sostenibilità
- Allocazione del capitale: orientamento degli investimenti verso attività davvero sostenibili
Accelerazione della transizione
- Responsabilità: le aziende diventano più responsabili sui temi ambientali e sociali
- Innovazione: incentivo a sviluppare soluzioni sostenibili
- Collaborazione: promozione di partnership per raggiungere obiettivi comuni
- Supporto alle politiche: aiuto ai governi nel creare politiche efficaci per la sostenibilità
Cosa prevedono: come metterli in pratica
Implementare questi standard richiede un approccio organizzato che coinvolga aspetti tecnici, organizzativi e tecnologici. Non è solo questione di compilare moduli, ma di ripensare come l’azienda raccoglie, analizza e comunica le informazioni sulla sostenibilità.
Come implementare gli standard
Prima fase – Analisi della situazione attuale
- Analisi di materialità: capire quali fattori di sostenibilità sono davvero importanti per il business
- Situazione attuale: mappare quello che l’azienda già comunica e come lo fa
- Identificazione delle lacune: trovare quello che manca rispetto ai nuovi requisiti
- Piano di lavoro: organizzare le attività nel tempo con priorità e scadenze
Seconda fase – Progettazione di sistemi e processi
- Architettura dei dati: creare sistemi per raccogliere e gestire le informazioni ambientali e sociali
- Mappatura dei processi: ridisegnare i flussi di lavoro per il reporting di sostenibilità
- Struttura di controllo: mettere in piedi meccanismi per garantire qualità e supervisione
- Controlli interni: sviluppare verifiche per assicurare che i dati siano accurati e completi
Terza fase – Test e perfezionamento
- Prova pilota: preparare report di prova su una parte limitata dell’attività
- Controllo qualità: verificare che i dati siano precisi, completi e coerenti
- Feedback degli stakeholder: raccogliere opinioni da investitori e altri interessati
- Miglioramento: ottimizzare processi e procedure sulla base dell’esperienza
Le sfide pratiche
Aspetti tecnici
- Disponibilità dei dati: accesso a informazioni quantitative affidabili da tutta la catena del valore
- Metodologie: scelta dei metodi giusti per calcoli e stime
- Analisi degli scenari: capacità di sviluppare analisi credibili sui futuri possibili
- Tecnologia: investimenti in sistemi informatici per gestire i dati
Aspetti organizzativi
- Competenze: sviluppo di know-how interno nel reporting di sostenibilità
- Gestione del cambiamento: coordinamento del cambiamento organizzativo
- Collaborazione: coordinamento tra uffici diversi (finanza, sostenibilità, operazioni)
- Supporto esterno: utilizzo di consulenti e fornitori di servizi specializzati
Come si integrano con altre regole
Conformità normativa
- CSRD europea: allineamento tra IFRS S1/S2 e standard europei
- Regole SEC: coordinamento con le proposte americane sulla comunicazione climatica
- Requisiti nazionali: adattamento alle specificità delle normative locali
- Protocolli volontari: continuare a usare GRI, SASB per informazioni aggiuntive
Collegamento con i criteri ESG
Gli IFRS S1 e S2 si inseriscono perfettamente nel mondo degli investimenti ESG (Environmental, Social, Governance), fornendo le informazioni che servono per valutare le aziende secondo questi criteri. In questo modo, quello che prima era spesso marketing diventa informazione sostanziale per gli obiettivi di sviluppo sostenibile.
L’adozione di questi standard rappresenta un cambiamento importante verso un tipo di rendicontazione aziendale che riconosce il collegamento tra risultati finanziari e sostenibilità, creando le basi per un’economia più trasparente e orientata a creare valore nel lungo termine.